
Palato stretto nei bambini: come riconoscerlo e quando intervenire
Sei stata dal dentista e ti ha detto che tuo figlio ha il palato stretto e necessita dell’espansore?
Tu ne hai sentito parlare, ma hai bisogno di approfondire, come sempre quando si tratta di tuo figlio.
Ed eccoci qua… continua a leggere per sapere di più sul palato stretto e su come intervenire.
Quando parliamo di palato stretto parliamo di un disturbo odontoiatrico, detto anche palato ogivale, cioè di una malocclusione determinata da fattori genetici, cattive abitudini o traumi.
Si manifesta in fase di crescita e va trattato con tempestività perché può provocare affollamento dentale e problemi di fonesi e respiratori.
Come capire se un bambino ha il palato stretto
Il palato stretto nei bambini non è sempre semplice da riconoscere senza una visita specialistica.
Ci sono alcuni segnali, però, che possono far pensare a una ridotta ampiezza dell’arcata superiore.
Tra questi vi sono la presenza di denti affollati, poco spazio per l’eruzione dei denti permanenti e un palato che appare particolarmente alto e stretto.
Un altro segnale frequente è il morso incrociato: quando il bambino chiude la bocca, uno o più denti superiori si posizionano all’interno di quelli inferiori, anziché all’esterno.
In alcuni casi, la mandibola può anche spostarsi lateralmente durante la chiusura, creando un rapporto poco equilibrato tra le due arcate.
I genitori possono inoltre notare denti che crescono in posizione irregolare o una difficoltà nel masticare allo stesso modo da entrambi i lati.
Tali segnali non indicano automaticamente la necessità di un trattamento, ma rendono consigliabile una valutazione odontoiatrica. Solo l’osservazione della bocca, della chiusura dei denti e dello sviluppo delle arcate permette infatti di capire se il bambino presenta realmente un palato stretto e se sia opportuno intervenire.
Palato stretto nei bambini: quali conseguenze può avere
Come anticipato, il palato stretto nei bambini può ridurre lo spazio disponibile nell’arcata superiore e favorire l’affollamento dei denti, che possono quindi crescere storti o in posizioni non corrette.
Una delle conseguenze più frequenti è il morso incrociato, una condizione in cui alcuni denti superiori chiudono all’interno di quelli inferiori.
Se la chiusura delle arcate non è equilibrata, il bambino può spostare la mandibola lateralmente durante la masticazione.
Nel tempo, questo meccanismo può influire sul corretto sviluppo della dentatura e creare asimmetrie nella chiusura della bocca.
Inoltre, il palato stretto può essere associato a difficoltà nella masticazione e a una maggiore complessità nella pulizia dei denti, soprattutto quando sono molto affollati. In alcuni bambini può comparire insieme a respirazione orale, russamento o una postura non corretta della lingua, anche se questi aspetti devono essere valutati singolarmente.
Le conseguenze non sono uguali per tutti e dipendono dalla gravità del restringimento e dalla fase di crescita. Per questo è importante effettuare una valutazione precoce, così da capire se sia sufficiente controllare lo sviluppo delle arcate o se sia opportuno intervenire.
Come si cura il palato stretto nei bambini
Il trattamento del palato stretto dipende dall’età del bambino, dalla fase di crescita e dalla gravità del problema.
Dopo una visita, il dentista pediatrico o l’ortodontista valuta se sia sufficiente monitorare lo sviluppo delle arcate o se sia necessario intervenire.
Quando serve allargare l’arcata superiore, può essere utilizzato un espansore palatale, un apparecchio realizzato su misura che aumenta gradualmente la larghezza del palato.
Il trattamento prevede una fase di espansione e una successiva fase di stabilizzazione.
La durata varia da bambino a bambino, in base al tipo di apparecchio e all’allargamento necessario.
Intervenire durante la crescita può facilitare la correzione, ma il momento più adatto deve essere stabilito dallo specialista.
Il palato stretto o ogivale è una condizione molto frequente nei bambini, la quale non deve trarre in allarme o agitazione, ma spingere a contattare uno studio dentistico come quello del Dottor Ferri a Roma.