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Russamento e apnee notturne: cosa sono le OSAS

Russamento e apnee notturne: cosa sono le OSAS

29 Ottobre 2025


Il russamento e apnee notturne rappresentano disturbi respiratori del sonno che interessano una percentuale significativa della popolazione adulta.

Molti pazienti descrivono il problema come russare e apnea notturne, senza sapere esattamente cosa significhi sul piano clinico.
Quando parliamo di OSAS (Obstructive Sleep Apnea Syndrome, ovvero Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno) ci riferiamo a una condizione patologica caratterizzata da episodi ripetuti di ostruzione parziale o completa delle vie aeree superiori durante il sonno.

Ne parla qui anche l’Associazione apnoici italiani (APS).

Questi eventi provocano interruzioni della respirazione che possono durare da pochi secondi fino a oltre un minuto, causando micro-risvegli continui che frammentano il riposo notturno. Durante un episodio apnoico, i livelli di ossigeno nel sangue diminuiscono progressivamente mentre aumenta l’anidride carbonica, costringendo il cervello a inviare segnali di emergenza per ripristinare la respirazione.

Il risultato è una notte di sonno non ristoratore che si ripercuote pesantemente sulla qualità della vita diurna. In altre parole, russamento e apnea possono coesistere e alimentarsi a vicenda.

A cosa si associa la comparsa delle apnee notturne


Le OSAS si manifestano frequentemente in associazione con diverse condizioni cliniche e fattori di rischio. L’obesità rappresenta uno dei principali fattori predisponenti: l’accumulo di tessuto adiposo a livello del collo e delle vie aeree superiori riduce lo spazio disponibile per il passaggio dell’aria.

L’ipertensione arteriosa è strettamente correlata alle apnee notturne, in un rapporto bidirezionale dove l’una aggrava l’altra. Anche il diabete mellito di tipo 2 mostra una prevalenza elevata nei pazienti con OSAS, così come le patologie cardiovascolari, tra cui aritmie, scompenso cardiaco e aumentato rischio di infarto miocardico.

Dal punto di vista metabolico, le apnee notturne si associano a sindrome metabolica, resistenza insulinica e dislipidemia.

Conseguenze neuropsichiatriche: quando le OSAS intaccano la vita quotidiana

Non vanno trascurate le conseguenze neuropsichiatriche: sonnolenza diurna eccessiva, difficoltà di concentrazione, disturbi della memoria, irritabilità e depressione sono manifestazioni comuni.
Negli uomini si osserva frequentemente una riduzione della libido e disfunzione erettile.
Il rischio di incidenti stradali e lavorativi aumenta significativamente a causa della sonnolenza e dei deficit di attenzione.

La morte improvvisa durante il sonno, sebbene rara, rappresenta la complicanza più temuta nei casi gravi non trattati, conseguenza di eventi cardiovascolari acuti scatenati dall’ipossia ripetuta e dallo stress sul sistema cardiocircolatorio.

Per molti, dire russare e apnea significa proprio convivere con questo insieme di rischi.
Vediamo insieme le cause, perché è proprio dall’analisi dei fattori non modificabili e modificabili che possiamo trovare una soluzione reale al problema.

il russamento e le apnee notturne hanno molte conseguenza psichiche e fisiche sul soggetto

Le cause


Le cause delle OSAS sono molteplici e spesso coesistono nello stesso paziente.
Dal punto di vista anatomico, diverse alterazioni favoriscono l’ostruzione delle vie aeree: la retrognazia (mandibola arretrata), la macroglossia (lingua di dimensioni aumentate), l’ipertrofia delle tonsille e delle adenoidi, la deviazione del setto nasale e l’ipertrofia dei turbinati.
Il palato molle flaccido e l’ugola ingrossata contribuiscono alla vibrazione dei tessuti che genera il russamento, preludio frequente alle vere e proprie apnee. L’età avanzata comporta una perdita di tono muscolare delle vie aeree superiori, aumentando la collassabilità delle strutture.
Il sesso maschile presenta una maggiore predisposizione, con un rapporto uomo-donna di circa 3:1 prima della menopausa, che tende a equilibrarsi successivamente per i cambiamenti ormonali femminili. L‘alcol e i sedativi rilassano eccessivamente la muscolatura faringea, peggiorando il quadro.
Il fumo provoca infiammazione cronica e edema delle vie aeree. La posizione supina durante il sonno facilita il collasso delle strutture per effetto della gravità.
Alcune condizioni endocrine come l’ipotiroidismo e l’acromegalia aumentano il rischio.
Esiste inoltre una componente genetica, con familiarità evidente in molti casi.
In questo contesto, l’espressione russare apnea notturna descrive bene l’intreccio tra vibrazione dei tessuti e collasso delle vie aeree.

La diagnosi delle apnee notturne


La diagnosi di OSAS richiede un approccio sistematico che inizia con un’accurata anamnesi.

Il paziente o, più spesso, il partner riferisce russamento intenso e irregolare, pause respiratorie evidenti durante il sonno, risvegli con sensazione di soffocamento, nicturia (necessità di urinare durante la notte), cefalea mattutina e bocca secca al risveglio.

il russamento è una condizione prettamente maschile, almeno fino alla menopausa

Durante la giornata si manifestano sonnolenza eccessiva, affaticamento persistente e difficoltà cognitive. L’esame obiettivo valuta l’indice di massa corporea, la circonferenza del collo, la conformazione delle vie aeree superiori e la presenza di anomalie anatomiche.

Che cos’è la polisonnografia

L’esame gold standard per la diagnosi è la polisonnografia, un’indagine che registra durante il sonno multipli parametri fisiologici: flusso aereo nasale e orale, movimenti toracici e addominali, saturazione dell’ossigeno, attività cardiaca, attività cerebrale (elettroencefalogramma), movimenti oculari e tono muscolare.
Questo esame identifica il numero di apnee e ipopnee per ora di sonno (indice AHI), classificando la gravità del disturbo: lieve (5-15 eventi/ora), moderato (15-30 eventi/ora) o grave (oltre 30 eventi/ora). Esiste anche la poligrafia respiratoria, una versione semplificata eseguibile a domicilio che monitora i parametri respiratori e cardiaci senza registrare l’attività cerebrale.

Questionari validati come l’Epworth Sleepiness Scale aiutano a quantificare la sonnolenza diurna.

In alcuni casi sono necessari esami complementari: fibroscopia delle vie aeree superiori, cefalometria, TAC o risonanza magnetica per valutare le strutture anatomiche.
Segnalazioni come russare con apnea o “pause respiratorie notturne” sono campanelli d’allarme che meritano valutazione specialistica.

Russamento e apnee notturne: quali differenze


Molti pazienti si chiedono se russare significhi automaticamente soffrire di apnee notturne.
In realtà esiste una differenza sostanziale tra le due condizioni, pur essendo spesso correlate.

Il russamento semplice (roncopatia) consiste nella vibrazione dei tessuti molli delle vie aeree superiori durante il passaggio dell’aria, producendo il caratteristico rumore.

Si verifica quando esiste un restringimento parziale delle vie aeree, senza però provocare interruzioni complete del flusso respiratorio né significative desaturazioni di ossigeno.
Il russamento abituale può essere fastidioso per il partner ma non comporta necessariamente conseguenze sulla salute, anche se rappresenta un campanello d’allarme da non sottovalutare.

Le apnee notturne, invece, implicano ostruzioni complete o quasi complete delle vie aeree con interruzione del flusso respiratorio per almeno 10 secondi.
Come detto, questi eventi causano ipossia (riduzione dell’ossigeno), ipercapnia (aumento dell’anidride carbonica) e micro-risvegli che frammentano il sonno.

La conseguenza è un sonno non riposante con ripercussioni sistemiche sulla salute cardiovascolare, metabolica e neurologica.

Per questo, ricerche come russare apnea nel sonno o russare apnea portano spesso a una valutazione specialistica.

Si può curare l’apnea notturna?
Sì: oggi disponiamo di percorsi efficaci e personalizzati che puntano a ridurre gli episodi apnoici, ripristinare un sonno ristoratore e proteggere cuore e metabolismo.
In base al profilo clinico si combinano interventi sullo stile di vita (dimagrimento guidato, igiene del sonno), terapie meccaniche come la CPAP o i MAD su misura realizzati dall’odontoiatra-ortodontista, e – quando indicato – correzioni anatomiche mirate.
In molti pazienti questo approccio integrato porta a miglioramenti significativi fino alla remissione clinica nei casi con causa correggibile.

per currae il russamento e le apnee notturne serve un approccio multidisciplinare

Il messaggio chiave è semplice: con una valutazione specialistica e un piano terapeutico multidisciplinare si ottengono risultati concreti e misurabili nel tempo.

Apnee notturne e odontoiatria: un approccio multidisciplinare


Le apnee ostruttive del sonno (OSAS) sono una condizione che coinvolge più sistemi e, di conseguenza, la cura richiede un percorso multidisciplinare: pneumologo e specialista del sonno per la diagnosi strumentale, otorinolaringoiatra per valutare eventuali ostruzioni anatomiche, nutrizionista quando serve intervenire sul peso, e odontoiatra–ortodontista per analizzare il distretto oro-cranio-facciale.

In questo quadro, un ortodontista esperto come il dott. Ferri ha un ruolo chiave: riconosce i segni che possono favorire il collasso delle vie aeree (malocclusioni, palato stretto, retrognazia), intercetta i pazienti a rischio, li indirizza alla diagnosi (polisonnografia) e, quando indicato, propone terapie orali su misura (come i dispositivi di avanzamento mandibolare) o percorsi ortodontici mirati.

Il russamento e le apnee notturne possono interessare tutte le età, non solo gli adulti ma anche i bambini. Secondo i dati dell’Associazione Apnoici Italiani, la prevalenza di OSAS in età pediatrica varia circa dal 2% al 5,7%. Per questo è fondamentale intervenire tempestivamente, avviando gli opportuni esami clinici e un percorso diagnostico-terapeutico adeguato.

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