
Russamento nei bambini: un segnale da non sottovalutare dopo i 5 anni
Russamento nei bambini: parliamone.
Molti genitori tendono a considerare il russamento del proprio figlio come un’abitudine quasi “simpatica” o passeggera.
In realtà, la roncopatia (il russamento non occasionale) e la tendenza a dormire costantemente a bocca aperta sono indicatori clinici preziosi che meritano un’attenzione specifica, specialmente a partire dai 5 anni di età.
I dati ci dicono che circa il 27% dei bambini in questa fascia d’età russa e nell’80% dei piccoli le difficoltà respiratorie collegate al russamento sono dovute a ipertrofia delle adenoidi.
È importante chiarire che il russamento, di per sé, non è una patologia, ma rappresenta sempre il sintomo di una difficoltà respiratoria, peraltro frequente nei bambini che frequentano asili nido o scuola materna.
Quando un bambino respira con la bocca anziché con il naso, l’ossigenazione del sangue ne risente, innescando una serie di reazioni a catena che possono influire sulla crescita e sul benessere generale.
Quali sono le cause del russare nei bambini?
Il russamento, in genere, è causato dall’ostruzione delle prime vie aeree e le ragioni dietro questa difficoltà respiratoria sono molteplici e spesso coesistono, alimentandosi a vicenda:
- Fattori linfonodali: adenoidi croniche, tonsilliti ricorrenti o allergie non gestite.
- Fattori strutturali: la presenza di un palato stretto (ogivale), l’affollamento dentale o una postura della lingua non adeguata.
Proprio per questa natura multifattoriale, la diagnosi corretta richiede spesso un approccio combinato.
Non basta la visita pediatrica di routine: è fondamentale una valutazione specialistica che coinvolga l’odontoiatra, l’otorinolaringoiatra e, in alcuni casi, il posturologo.
Quando preoccuparsi se un bambino russa
Sottovalutare la respirazione orale o il russamento nei bambini può portare a complicanze che vanno ben oltre il semplice disturbo del sonno:
- Salute dentale: respirare con la bocca altera il microclima del cavo orale, aumentando significativamente il rischio di carie.
- Cronicizzazione: le allergie tendono a stabilizzarsi e diventare più difficili da trattare.
- Il rischio futuro: studi condotti negli ultimi 15 anni hanno dimostrato una correlazione diretta tra il russamento infantile non trattato e l’insorgenza di apnee notturne gravi in età adulta.
Quindi il russamento per brevi periodi è addebitabile a un’infiammazione delle vie respiratorie, se, invece, il russare è qualcosa di prolungato nel tempo potrebbe essere segnale di altro.
Inoltre, un bambino che dorme per troppo tempo con la bocca aperta è soggetto a infezioni che tendono a cronicizzare come bronchiti e sinusiti, perché l’aria non passando per il nasso non è filtrata, umidificata e riscaldata come avviene nella normalità.
Senza pensare alla sindrome delle apnee ostruttive, problema che può alterare il sonno incidendo negativamente sullo sviluppo psicomotorio del bambino.
Russamento nei bambini e visita specialistica
Intercettare queste problematiche in tempo significa correggere lo sviluppo delle strutture ossee e dentali prima che il danno diventi patologico o cronico. Educare il bambino a una corretta respirazione nasale e intervenire sulle cause strutturali (come l’espansione del palato) è un atto di prevenzione primaria che protegge la salute del paziente di oggi e dell’adulto di domani.
Il consiglio per i genitori: se notate che vostro figlio dorme spesso a bocca aperta o russa regolarmente, non aspettate, ecco i nostri CONTATTI.
Una valutazione precoce è il primo passo per garantire una crescita sana e una respirazione corretta.
QUI un nostro approfondimento sulle apnee notturne.